Alimentazione

 

alimentazione

Fin dal primo approccio con questo percorso di studi mi è rimasta impressa, ed è ridondante nella mia mente, una frase… “il bambino appena nato dopo in primo vagito, il primo respiro cerca istintivamente il primo compensativo nutrimento dal seno materno, il latte” nutrimento che lo calma, lo culla e lo fa addormentare tra le braccia della mamma.
Si , il Latte materno primo alimento vitale per il nostro organismo.
Parlando  quindi di Medicina Naturale non si può non parlare dell’alimentazione come “farmaco” per realizzare le condizioni fondamentali di una Medicina del benessere.
L’alimento potrebbe esplicare un’azione sinergica a quella delle terapie mediche, a condizione di conoscere gli effetti organici dei nutrienti che esso veicola.
In questo percorso la conoscenza e lo studio della Bioterapia Nutrizionale®,marchio registrato dalla Dott.ssa Domenica Arcari Morini,  venuta meno il 18 settembre 2007, è stata compagna fedele di un nuovo approccio conoscitivo dell’alimento.
Tale metodica si caratterizza per una serie di principi codificati da riflessioni,  ipotesi e studi che permettono di distinguere nettamente la Bioterapia  Nutrizionale® da qualsiasi altra impostazione alimentare, comprese quelle che illecitamente hanno adottato la stessa denominazione.
I principi di questa metodica permettono di comprenderne le differenze con  altre scuole di pensiero.
Come elaborato dal Dottor Fausto Aufiero, Direttore del Centro di Ricerche e Studi di Medicina Naturale Vis Sanatrix Naturae, riporto alcuni canoni fondamentali :

Nutrizione e vitalità.

Originale figura di studiosa, una delle prime geniali intuizioni della Dott.ssa Domenica Arcari Morini fu quella di concepire la nutrizione come interazione fra due sistemi vitali: da una parte l’organismo, dall’altra l’alimento come la natura lo fornisce, o con la minore modificazione possibile, secondaria agli indispensabili processi di cottura o di conservazione.
Ne consegue che il cibo non apporta solo una determinata percentuale quantitativa di nutrienti, ma, dotato di una interna armonia biochimica, è in grado di veicolare un messaggio energetico in termini di vitalità e benessere, che integratori o altri surrogati alimentari non potranno mai fornire.

 

Appetito e appetenza

Bisogno fondamentale per ogni organismo vivente, il cibo viene assunto in risposta al fisiologico senso cosciente della fame: l’appetito.
La scelta del tipo di alimento, invece, si verifica secondo una dinamica subconscia, che esprime con precisione le necessità organiche: l’appetenza.
L’appetenza deve essere oggi decodificata, distinguendo la ricerca fisiologica di determinati cibi per supplire a specifiche carenze organiche, da quella patologica, per esempio la ricerca di zuccheri da parte del diabetico, che contribuisce a perpetuare o aggravare ulteriormente la malattia.

Funzione nutrizionale e terapeutica del cibo

Se gli errori nutrizionali possono provocare una patologia, se al cibo viene riconosciuto la potenzialità di far ammalare, riconoscendogli implicitamente il potere di un veleno, non esiste motivazione scientifica seria che possa considerare ininfluente il tentativo di una ricerca per trasformare  questo veleno in farmaco.
Vale a dire che, opportunamente utilizzato, al cibo non può non essere riconosciuta una valenza terapeutica, oltre che semplicemente alimentare.
Fin dagli anni ’60 del secolo scorso, la Bioterapia Nutrizionale® si è strutturata a partire da questa idea di base, grazie alla determinazione della Dott.ssa Domenica Arcari Morini, tenace ricercatrice, geniale nel formulare ipotesi terapeutiche che utilizzassero il cibo, ma anche critica osservatrice dei risultati clinici, nel loro confutare o comprovare l’ipotesi iniziale.

Alimento e farmaco

Nella ricerca di una valenza terapeutica, la tendenza dei ricercatori è stata quella di identificate determinate sostanze, se ne sono riconosciuti gli effetti biochimici e fisiologici, ipotizzandone eventuali impieghi clinico-terapeutici.
La divulgazione di massa di questi dati scientifici ha avuto due conseguenze:

a) la tendenza a consumare in modo improprio gli alimenti contenenti un certo principio attivo;
b) la produzione industriale del principio attivo scoperto nell’alimento, il cui effetto non potrà mai essere equilibrato ed armonico come quello naturale.

Secondo la Bioterapia Nutrizionale®, invece, l’effetto di un alimento non può essere equiparato a quello di un farmaco, in quanto esso costituisce una struttura complessa, ricca di numerosi principi attivi e di altri componenti, ma soprattutto dotata di un dinamismo biochimico vitale che interagisce simultaneamente con le nostre funzioni organiche.
Come tale può essere utilizzato in senso terapeutico, ove se ne conoscano le proprietà, da sfruttare in soggetti affetti da disfunzioni o malattie, di cui sia stato possibile fare una diagnosi accurata.

Alimento e alimentazione

In Bioterapia Nutrizionale®, non ha senso parlare dell’effetto terapeutico di un alimento, in quanto esso non può essere “somministrato” in modo ripetitivo per un tempo stabilito.
Per nutrirsi, preservare o recuperare la salute in caso di malattia, l’organismo umano ha bisogno di utilizzare gli alimenti nella composizione di pasti.
Solo l’associazione di diversi alimenti nella composizione di un pasto, ove siano stati scelti razionalmente, potrà realizzare un effetto sinergico curativo.
A rigor di termini, la metodica bionutrizionale prevede una sequenza di pasti per un tempo più o meno lungo, modificando le associazioni alimentari in base
alla risposta soggettiva ed oggettiva del malato. Quella soggettiva viene monitorata con un contatto quotidiano con il paziente, il quale riferisce la sua
sintomatologia.
Per quanto riguarda la risposta oggettiva, la soluzione ideale è quella di un  dosaggio emato-chimico frequente dei principali parametri biologici.

Più pratica, di facile attuazione e di basso costo, è il test urinario mattutino, i cui risultati sono comunque indicativi dei vari metabolismi organici.

 La ricerca in Bioterapia Nutrizionale

Nel corso dei decenni, la ricerca della Dott.ssa Domenica Arcari Morini ha sfruttato molteplici canali di conoscenza, in primo luogo il contenuto  nutrizionale degli alimenti, divenuto nel tempo sempre più completo e preciso.
Parallelamente, l’analisi razionale dei piatti storici regionali, le ha permesso di decodificare la funzione organica di quei pasti, sopravvissuti nel corso dei secoli in quanto risultati empiricamente idonei per tutelare la vita e la salute di quelle popolazioni.
Compresa la logica delle varie associazioni, se ne possono comporre di nuove, con diversi alimenti, ma, nell’insieme, dotati della medesima finalità terapeutica.
A questo punto si passa alla sperimentazione “in vivo” , verificando i risultati con una frequenza statisticamente significativa, che possa attribuire ad una determinata sequenza nutrizionale un effetto terapeutico codificato.

Nutrizione e funzioni organiche

L’organismo vivente è programmato per funzionare al massimo delle possibilità fisiologiche dei vari organi e apparati. Qualsiasi stasi o rallentamento, soprattutto quello metabolico, è causa di disfunzione o di malattia. La via della guarigione passa attraverso il riequilibrio delle varie funzioni organiche, realizzabile attraverso un programma alimentare prescritto in base ad una diagnosi precisa ed individuale, che possa stimolare quella Vis Sanatrix Naturae, incessantemente in azione per preservare la salute e la vita. Il grande vantaggio della
nutrizione terapeutica è la sua “flessibilità”, in quanto, mentre sostiene tutto l’organismo, può essere finalizzata per agire a livello delle funzioni organiche deficitarie, contribuendo a riportale in condizione di equilibrio.